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Svelare l'Alto Lazio: alla scoperta della magia medievale di Viterbo e dei suoi antichi borghi

Italian regions
27.08.2024
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Introduzione

L’Alto Lazio può considerarsi tra le più belle zone d’Italia, sotto ogni punto di vista, è forse un angolo meno conosciuto del Bel Paese ma con un passato importante dal fascino discreto.

Di questo luogo si parla ancora poco forse perché circondato da località ben più note che spesso vengono preferite, tenendone così nascosta la bellezza di questo angolo di regione.

Una delle zone più suggestive dell’Alto Lazio è La Tuscia, cuore pulsante dell’Italia centrale.

Contornata da una campagna mozzafiato con paesaggi da cartolina, dove i borghi antichi vestiti di tufo ed i castelli, si siedono sulle verdeggianti colline disseminate di vitigni boschi e casali, creando un mosaico indimenticabile di colori ed un paesaggio unico dove il tempo sembra essersi fermato.

La zona della Tuscia comprende oggi all’incirca tutta la provincia di Viterbo e conserva al suo interno veri tesori naturalistici e artistici. Scoprire la Tuscia è scoprire la storia stessa d’Italia e andarne a svelarne le radici, antica terra degli Etruschi, le cui tracce sono ancora ben visibili nei tanti siti archeologici che ne costellano i territori e ad oggi sono diventati patrimonio dell’Unesco.

È stata per secoli un importante crocevia per la sua posizione strategica, sulla costa tirrenica e a due passi da Roma, ha visto passare principi, re, aristocratici e generali accompagnati da grandi artisti ed architetti che hanno lasciato in eredità autentici capolavori.

Grazie alle numerose sorgenti termali divenne un luogo di villeggiatura per i romani e raggiunse il suo massimo splendore nel 1207 quando Viterbo fu eletta Città dei Papi, la Tuscia è un angolo d’Italia da scoprire a passo lento, perdendosi tra le sue mille bellezze.

Parchi misteriosi, ville fiabesche, palazzi suggestivi e borghi d’altri tempi ti aspettano!





Viterbo

Viterbo conosciuta come “la città delle fontane e dei Papi” è una città dalle origini misteriose come nessun’altra in Italia, è intrisa di miti, leggende, tradizioni, folklore che si in trecciano in uno stretto nodo tessuto tra storia e fantasia.

È sicuramente la perla medievale più splendente di tutto questo territorio.

Famosa per il centro storico più grande d’Europa, composto da edifici realizzati in peperino, pregiata pietra grigia locale di origine vulcanica di colore grigio che muta con il variare delle condizioni atmosferiche, è l’elemento ricorrente che caratterizza tutta la città.

Un Tesoro di urbanistica medievale circondata dal grande abbraccio di mura castellane lunghe 3 km, camminare dento il centro storico e scoprirlo tutto equivale a compiere un autentico viaggio indietro nel tempo

Dai palazzi aristocratici di Piazza del Plebiscito su cui s’innalza dal Quattrocento la torre dell’orologio, alle autentiche atmosfere medievali del quartiere San Pellegrino passando poi per il Duomo di San Lorenzo che invece, se ne sta in disparte sul suo colle a fianco del maestoso Palazzo dei Papi, massima espressione dell’architettura gotica.

Prendetevi del tempo per camminare nel Quartiere San Pellegrino, ammirare i suoi dettagli, le case con le scale ricoperte di fiori, le piazze, le chiese, le fontane e poi entrate nelle botteghe degli artigiani, dove vengono utilizzate ancora le tecniche di una volta, come la zaffera, una ceramica raffinata, caratterizzata dal blu intenso delle sue decorazioni.

E se volete un momento di pausa, passate qualche ora alle Terme dei Papi un luogo incantevole per chi è alla ricerca di relax o per chi vuole godersi una giornata rigenerante “dolce far niente”.

Così tante e variegate sono le facce di Viterbo che una singola visita può solo scalfire la superficie di una storia e di una cultura tanto profonda.

Cosa si mangia e si beve visitando Viterbo?

Dopo aver camminato tanto ed esserci rilassati alle Terme è arrivato il momento tanto atteso di sederci a tavola.

Senza farvi vedere, sbottonate i pantaloni e preparatevi ad assaporare i veri sapori di una volta. Non importa se vi fermerete in una trattoria di campagna, in un ristorante al centro della città o addirittura in una cantina durante una sagra, la parola d’ordine sarà sempre TRADIZIONE.

Tipica, nell’antipasto è bruschetta all’olio extravergine di oliva, accompagnata dai salumi tipici della Tuscia come la salsiccia, capocollo e pancetta circondati dai formaggi di pecora capra e mucca e dalle mozzarelle (consigliatissima a Viterbo quella di Cioffi)

Come primo piatto ci sono le tradizionali zuppe viterbesi come l’acquacotta (zuppa con pane raffermo, mentuccia e cicoria), la zuppa di funghi e di farro o la sbroscia (zuppa di pesce, patate e pomodoro, servita su pane raffermo ad esempio)

Se preferite invece la pasta i “cavatelli” alla vitorchianese (spaghettoni al pomodoro o al sugo di selvaggina), il fieno di Canepina (pasta sfoglia sottile di solito al sugo), lombrichelli con ragù di cinghiale e spolverata di pecorino, le fettuccine ai funghi porcini.

Se avete ancora fame per secondo si continua a pesci di lago (coregone e anguille), il cinghiale a “bujone” l’agnello al forno alla cacciatora, il coniglio a porchetta le costarelle alla brace, il pollo in padella col pomodoro il tutto accompagnato fagioli di Gradoli e Sutri, i ceci di Valentano, le lenticchie di Onano.

Per concludere in dolcezza assaggiate i tozzetti di Viterbo, il pangiallo, i maccheroni con le noci, i ravioli con la ricotta, i cavallucci e le crostate di marmellata.

In quanto ai vini, a parte l’acclamato Est! Est!! Est!! Di Montefiascone, ci sono i rossi della Valle del Tevere, il Grechetto, la Cannaiola e l’aleatico di Gradoli. Prosit!

Quando andare a Viterbo?

La Tuscia è una meta ideale da visitare in qualsiasi stagione dell’anno, ma sicuramente l’autunno o la primavera sono i periodi migliori per poter esplorare la zona con un clima piacevole. Se vi interessa il folclore, visitate gli antichi borghi della Tuscia Viterbese in occasione di sagre e feste tradizionali.

Da non perdere assolutamente, il 3 settembre di ogni anno, il trasporto della Macchina di Santa Rosa, dedicato alla patrona della città, nominata dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Questa colossale macchina votiva illuminata da candele, alta 30 metri e pesante oltre 5000 chili, viene portata in processione a spalla da un centinaio di "Facchini" in un percorso di un chilometro nel cuore della città. Vi consiglio scarpe comode e voglia di stupirsi sono gli unici must have di chi visita Viterbo.





Alla scoperta degli antichi borghi nei dintorni di Viterbo

Perché visitare una sola città quando a distanza di pochi km possiamo trovare dei meravigliosi piccoli borghi incredibilmente suggestivi?

Civita di Bagnoregio

Come una meravigliosa scultura svetta dal suo piedistallo per farsi ammirare in tutta la sua straordinaria bellezza, così Civita di Bagnoregio si innalza su di uno sperone di tufo al centro della valle dei Calanchi.

Civita di Bagnoregio è l’incantevole borgo dell’Alta Tuscia conosciuto come “La città che muore” immersa in un paesaggio fiabesco, è uno straordinario esempio di borgo – museo tardo medievale.

Il borgo, da qualche anno inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, si trova sopra uno sperone di tufo a 443 metri d’altezza, collegata a Bagnoregio e dal resto del mondo da un ponte lungo 300 metri che sembra sospeso tra le nuvole.

Una volta arrivati all’entrata del paese, passerete sotto la scenografica Porta Santa Maria che vi farà accedere al cuore del paesino.

Così esplorate gli stretti vicoli del villaggio tardomedievale dove si alternano piazzette, cortili, bifore e portali.

Oltre ai meravigliosi panorami e alla bellezza del paesaggio, infatti, colpisce l’atmosfera incredibilmente suggestiva del borgo, con scorci tra i più noti e fotografati d’Italia... davvero imperdibili

Civitella D'Agliano

Il fascino di Civitella D'Agliano è dovuto, non solo alla sua ricchezza storica ed artistica, ma anche dal territorio dove è stato costruito, che lo rendono uno dei borghi più belli e caratteristici d'Italia.

Percorrendo la strada Teverina infatti, costeggiando boschi e bellissimi vigneti,si arriva ad un piccolo borgo di stampo medievale adagiato su una collina tufacea. 

All'entrata del borgo affacciandoci dal belvedere ci accorgiamo del magnifico panorama sulla valle del Tevere e sul fiume che fa da confine naturale tra Lazio ed Umbria.

Camminando per le vie si arriva alla splendida piazza pavimentata con ciottoli di fiume racchiusi in riquadri di pietra basaltica, alzando gli occhi lo sguardo viene rapito dalla vista di uno scorcio del centro storico, con le sue casette in tufo addossate l'una a l'altra, su cui domina fiera l'imponente Torre dei Monaldeschi.

Bolsena

Percorrendo la strada che costeggia le rive del lago, si scorge in lontananza, sulla parte più alta del monte, una secolare sentinella che se ne stà di guardia scrutando il lago... è il Castello Monaldeschi.

Scendendo ai suoi piedi, il centro storico se ne sta lì accovacciato, conservando i caratteri, le atmosfere e persino i suoni delle antiche memorie.

Camminando sui ciottoli fra i vicoli stretti e le piazzette, d'improvviso si aprono davanti ai nostri occhi, incantevoli squarci sul lago.

Bolsena teme ben pochi confronti con le sue acque cristalline ed i suoi paesaggi di rara bellezza, sui colli dove si rincorrono lunghi filari di vigneti ed uliveti, incorniciata dai fitti boschi è il posto ideale per vivere un sogno.

Se non volete essere solo di passaggio e cercate un piccolo angolo di paradiso dove rifugiarvi dal caos quotidiano guardate le nostre proprietà in vendita facendo la ricerca per zona nel menù della nostra pagina.